Il locale confinante si è liberato e adesso la farmacia può finalmente ampliarsi: un’area vendita più grande, una sala per i nuovi servizi, un magazzino più comodo. Prima di aprire il cantiere, però, l’annessione va preparata con ordine, perché coinvolge Municipio, Catasto, ASL, Ufficio di Sorveglianza e SUAP.
1. La verifica documentale del nuovo locale
Procedi subito alla verifica documentale della nuova unità commerciale da annettere:
- legittimità edilizia: licenza edilizia, concessione in sanatoria, D.I.A., S.C.I.A. o C.I.L.A.;
- abitabilità/agibilità;
- visure catastali;
- certificato di imbocco in fogna.
2. Le pratiche edilizie e catastali
Prima delle opere edili si procede alla comunicazione presso il Portale SUE dell’Edilizia del Municipio di competenza.
La variazione catastale che seguirà dovrà essere presentata con causale “dichiarazione porzione di u.i.u.”: si mantengono cioè le due unità distinte fiscalmente, premesso che entrambi i locali siano in locazione.
Terminati i lavori, si presenta la SCIA per agibilità parziale per la modifica all’agibilità originaria.
3. Il parere igienico-sanitario e l’autorizzazione
La farmacia così configurata sarà oggetto di richiesta di parere igienico-sanitario al SISP della ASL competente. Ottenuto il parere, si presenta la domanda di autorizzazione all’Ufficio di Sorveglianza.
L’Ufficio di Sorveglianza richiede, tra gli altri documenti, una perizia giurata che attesti la distanza non inferiore ai 200 metri dell’ingresso al pubblico dalle farmacie vicine e, se l’ampliamento modifica anche l’accesso al pubblico, affigge la domanda per 15 giorni all’Albo Pretorio del Comune di Roma e della ASL. Effettua poi l’ispezione e trasmette la documentazione all’Ufficio Farmaceutico di Roma Capitale (Dipartimento Politiche Sociali e Salute), che si esprime con il Provvedimento Autorizzativo di Ampliamento.
Ottenuto il provvedimento, si comunica la modifica delle superfici di vendita al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) di Roma Capitale.
Il consiglio di ST FARMA
Spesso i lavori si concentrano nella pausa estiva e la farmacia riapre senza le autorizzazioni sanitarie, perché non ancora ottenute. Dalla nostra esperienza, il primo passo, prima ancora dei lavori, è presentare la domanda di autorizzazione all’Ufficio di Sorveglianza, così da ottenere subito un protocollo sanitario.
La domanda si può presentare da subito allegando la sola perizia giurata sulla distanza dalle farmacie vicine: partono così i 15 giorni di affissione all’Albo Pretorio e, a fine lavori, si integrano tutti gli altri documenti. Riaperta la farmacia, si comunicano le variazioni di superficie al SUAP di Roma Capitale.
Modulistica: il modulo ASL Roma 1 per l’ampliamento dei locali è nella pagina Modulistica ASL RM1.
Guarda anche l’esperienza della dott.ssa Ercolani, che ha annesso alla sua farmacia il locale adiacente.
Hai un progetto per la tua farmacia? ST FARMA segue l’intero iter tecnico, edilizio e igienico-sanitario: dalla verifica dei locali alla presenza durante le ispezioni.
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